Il Parlamento europeo approva il bilancio 2019: più risorse per giovani, disoccupati e sicurezza - Focus Europe - Laboratorio Progettuale per l'Integrazione Europea

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Il Parlamento europeo approva il bilancio 2019: più risorse per giovani, disoccupati e sicurezza


Via libera del Parlamento europeo al bilancio 2019: 165,8 miliardi di euro di stanziamenti di impegno e 148,2 miliardi di stanziamenti di pagamento (ovvero i finanziamenti che saranno erogati). Con 451 voti in favore, 142 voti contrari e 78 astensioni, l'assemblea plenaria di Strasburgo ha approvato l'ultimo bilancio della legislatura 2014-2019, prima del voto di maggio, nel quale vengono previste più risorse per affrontare immigrazione, disoccupazione giovanile, protezione del clima e ricerca; 490 milioni di euro in più per Erasmus+ e per i programmi di ricerca; tagli ai finanziamenti per la Turchia. Nel dattaglio, quasi la metà dei fondi – 80,5 miliardi di € in stanziamenti di impegno – sarà destinata a stimolare l'economia, l'occupazione e la competitività in Europa; a titolo di esempio, 12,3 miliardi di € (+10% rispetto al 2018) saranno erogati a Orizzonte 2020 – compresi 194 milioni di € per una nuova impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni – e 3,8 miliardi di € a sostegno delle reti infrastrutturali attraverso il meccanismo per collegare l'Europa (CEF); altri 57,2 miliardi di €, messi a disposizione tramite i fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE), contribuiranno a ridurre le disparità economiche, sia a livello nazionale sia tra gli Stati membri; l'UE sosterrà i giovani in vari modi: 2,8 miliardi di € saranno destinati all'istruzione tramite il progetto Erasmus+ (+20% rispetto al 2018); il Corpo europeo di solidarietà permetterà di svolgere attività di volontariato o lavoro nell'ambito di progetti nel proprio paese o all'estero grazie allo stanziamento di 143 milioni di €; altri 350 milioni di €, resi disponibili mediante l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, saranno destinati a sostenere i giovani nelle regioni caratterizzate da un alto tasso di disoccupazione; gli agricoltori europei beneficeranno di 59 miliardi di €; la sicurezza sarà garantita all'interno e all'esterno delle frontiere dell'UE; come proposto dal presidente Juncker nel discorso sullo stato dell'Unione 2018, anche la guardia di frontiera e costiera europea, l'Agenzia dell'UE per l'asilo e altre agenzie che operano nel settore delle frontiere e dei visti riceveranno risorse supplementari nel 2019.

“Questo bilancio è al servizio degli europei, dei giovani, dell'innovazione, dell'occupazione, della sicurezza e della difesa. Abbiamo fornito risposte su due priorità principali. Per quanto riguarda la ricerca, siamo riusciti a stanziare altri 150 milioni di euro, quasi l'11% in più rispetto al 2018, per preparare il futuro dell'Europa. Su Erasmus, che ci sta tanto a cuore, siamo riusciti ad aggiungere 240 milioni di euro. Questo è l'ultimo bilancio della legislatura. Dei cinque bilanci che abbiamo negoziato con il Consiglio, credo sia quello che meglio risponde alle aspettative del Parlamento. Questa è una vittoria, mi auspico, per l'Europa”, ha dichiarato il presidente della commissione per i bilanci, Jean Arthuis (ALDE, FR). "L'anno prossimo i cittadini europei, le nostre istituzioni e i nostri comuni, i nostri organismi di ricerca, i giovani, le imprese e le PMI, quelle che innovano, avranno a disposizione molte più risorse. Saremo in grado di proteggere meglio l'ambiente, combattere il cambiamento climatico o affrontare la migrazione. Il Parlamento può essere orgoglioso del bilancio che abbiamo ottenuto, perché mantiene le priorità che fissata a marzo e poi a luglio di quest'anno", ha dichiarato il relatore principale (sezione Commissione) Daniele Viotti (S&D, IT). "15 anni fa, il bilancio era ancora all'1,2% del reddito nazionale lordo dell'UE (RNL), ora siamo allo 0,9%. Mentre il 30-50% dell'RNL è speso a livello nazionale, l'UE è rimasta ben al di sotto dell'1%. Abbiamo realizzato risparmi nell'area dei fondi di pre-adesione per la Turchia, ma anche in altre aree, come i costi di costruzione. Ciò dimostra che - nei negoziati - il denaro dei contribuenti viene utilizzato con attenzione”, ha dichiarato Paul Rübig (PPE, AT), relatore per le altre sezioni.

Fonte: Italia Oggi
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