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I Capi di Stato e di Governo di 25 Paesi UE - con l'esclusione volontaria di Regno Unito e Repubblica Ceca - hanno firmato questa mattina a Bruxelles il nuovo Patto di bilancio, o "fiscal compact", lo strumento legislativo che dovrebbe garantire la disciplina di bilancio e un coordinamento economico rafforzato tra i Paesi firmatari. Preparato a tempo di record, il nuovo Trattato dovrà ora passare al vaglio dei Parlamenti nazionali per la procedura di ratifica. Il Presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy, rieletto nel corso del summit per un secondo mandato di due anni e mezzo, ha accolto l'evento come "un passo fondamentale verso una maggiore responsabilità degli Stati, che porterà benefici evidenti ed importanti".

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Nella serata di ieri il Consiglio Europeo di primavera ha anche formalizzato lo status di candidato per la Serbia, un passo atteso da lungo tempo dalle autorità di Belgrado. Il Summit ha cosi dato seguito alle conclusioni dell'ultimo Consiglio dei Ministri che sottolineava il progresso raggiunto nel dialogo bilaterale con il Kosovo, anche in relazione alla gestione integrata dei confini, ed il contributo attivo della Serbia nel quadro delle missioni UE e ONU nella regione. La Serbia aveva presentato domanda di adesione all'Unione Europea nel dicembre 2009.

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Le donne continuano a guadagnare in media il 16,4% in meno degli uomini nell'Unione Europea, secondo i nuovi dati pubblicati dalla Commissione europea in occasione della Giornata europea per la parità retributiva. Questa seconda edizione della manifestazione, che era stata inaugurata a livello europeo dalla Commissione il 5 marzo 2011, dà la misura del numero di giorni che una donna deve lavorare in più per guadagnare quanto un uomo. Nonostante un timido miglioramento complessivo del trend, il divario tende ad allargarsi in alcuni Stati membri come Bulgaria, Francia, Lettonia, Ungheria, Portogallo e Romania. La Commissione ha reiterato la sua determinazione a lavorare di concerto con gli Stati membri per combattere quest'inaccettabile discriminazione.

imageL'Italia potra' difficilmente attingere ai fondi europei non spesi che la Commissione europea vuol far confluire in un fondo di garanzia per il completamento di grandi infrastrutture. La Commissione controllo bilanci del Parlamento europeo ha bocciato (con 14 voti contrari e 11 a favore) un emendamento presentato dalla bulgara Ivanova, su sollecitazione dal deputato Pdl Crescenzio Rivellini, per fare entrare l'Italia nel gruppo di paesi - attualmente Grecia, Portogallo, Irlanda, Ungheria - che ne beneficieranno. Sulla materia dovrà ora pronunciarsi la Commissione, tenendo conto pero’ del parere sfavorevole del Parlamento.

imageNon è piaciuto al Comitato delle Regioni – l’organo che rappresenta le autorità locali e regionali di tutta l’UE – il blocco dei Fondi di Coesione all’Ungheria annunciato dalla Commissione. Il CdR ha reiterato con una mozione unitaria sottoscritta da tuti i gruppi politici la sua opposizione all’applicazione di criteri di condizionalità macroeconomica nell’assegnazione di fondi strutturali europei, sottolineando – al di là delle inadempienze dell’attulale governo ungherese – come i principali beneficiari di tali finanziamenti siano spesso le collettività locali, già duramente colpiti dalla crisi finanziaria. Sullo sfondo sembra profilarsi uno scontro su questo terreno tra le due istituzioni per la nuova regolamentazione dei fondi a partire dal 2014. Info su http://www.cor.europa.eu